2 novembre 2010
L'insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCSVI) è un’anomalia del flusso di sangue in cui una serie di restringimenti nelle principali vene cervicali e toraciche non permettono la rimozione efficace del sangue dal sistema nervoso centrale (SNC). Stenosi, ovvero ispessimenti anomali delle pareti venose, malformazione delle valvole delle vene giugulari e azygos, sono le principali cause che ostacolano il normale flusso del sangue dal cervello ai più importanti organi.
Il Professor Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara, ha a lungo studiato la CCSVI, scoprendo un filo conduttore che accomuna questa patologia alla Sclerosi Multipla, malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale.
Gli studi effettuati dal Professor Zamboni e dal Dott. Fabrizio Salvi dell’Università di Bologna hanno evidenziato una stretta correlazione tra la CCSVI e la sclerosi multipla (SM), mostrando come una percentuale rilevante di persone con sclerosi multipla, oscillante fra il 56% ed il 100%, presenti problemi alle vene implicate nel drenaggio venoso cerebro spinale.
La CCSVI, causando un restringimento delle principali vene di deflusso del sistema nervoso centrale a livello del collo, del torace e della colonna vertebrale, potrebbe quindi concorrere al danno dei tessuti nella Sclerosi Multipla.
Il primo passo per verificare la presenza di CCSVI è l'esecuzione di un ecocolordoppler, indagine non invasiva e ripetibile, che consente di individuare anomalie del ritorno venoso, poi approfondite con indagini di secondo livello (angio-RMN, venografia).
La Casa di Cura San Rossore effettua diagnosi di CCSVI, secondo il metodo Zamboni, tramite l’utilizzo del macchinario di ultima generazione denominato Esaote Mylab Vinco.
È invece in via di definizione il “trattamento di liberazione”, che permette di disostruire le vene rilevate chiuse dall’esame ecocolordoppler.
Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al Centro Vascolare Toscano, inviando una mail all’indirizzo: info@centrovascolaretoscano.com