Chirurgia Proctologica: intervista al Dottor Gabriele Naldini

23 Agosto 2011

Responsabile dal 2009 del Servizio di Colonproctologia e Patologie del Pavimento Pelvico della U.O. Chirurgia Generale IV dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e Direttore dal 2010 della Sezione Dipartimentale di Chirurgia Proctologica e Perineale, il Dottor Gabriele Naldini oggi è anche Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione di Chirurgia Generale con indirizzo Chirurgia Generale di Pisa con insegnamento di “Chirurgia Proctologica e del Pavimento Pelvico” e svolge la sua attività libero professionale di visite, interventi, ecografie transrettali ed endoscopie in regime di Intramoenia presso la Casa di Cura San Rossore.

La nuova strumentazione d’eccellenza per l’ecografia transanale presso la Casa di Cura San Rossore ha migliorato i servizi offerti. In che modo sono cambiate le modalità dell’intervento sul paziente?

L’ecografia transanale a 360° tridimensionale, viene eseguita dopo l’esame specialistico e ci fornisce le informazioni morfologiche, strutturali e di eventuale stadiazione riguardanti la neoplasia.
Questa strumentazione infatti permette di studiare la morfologia dell’apparato sfinterico e del perineo e la morfologia delle patologie in atto, dando informazioni per fistole perianali del tragitto, del tipo e della gravità. E’ un orientamento per il trattamento, poiché l’endoscopio permette di vedere il lume (l’intestino dentro le pareti interne dell’intestino ndr). Abbiamo questo apparecchio da un anno ed è particolarmente funzionale nella scelta del miglior intervento chirurgico da eseguire. La chirurgia proctologica oggi infatti sta assumendo molta importanza perchè è proprio dalla qualità della chirurgia che dipende la soddisfazione della crescente richiesta di prestazioni di altissimo livello. Si cerca quindi di avere il massimo delle informazioni per fare chirurgia il più possibile conservativa e specialistica. Per questo le le suddette strumentazioni e le nuove tecniche permettono di fare la cosa più importante: l’intervento giusto al paziente giusto.

Quali sono le patologie che vengono principalmente trattate dalla chirurgia proctologica?

Le patologie più frequenti possono essere le emorroidi, le fistole, le ragadi, la stipsi e l’incontinenza.
Però sicuramente la necessità della specializzazione in questo settore non è solo questo, ci sono tantissime altre forme di dolori, disturbi funzionali che spesso sono dovuti a patologie ben più complesse e di più difficile trattamento. Dolori anali cronici o patologie infiammatorie complesse, fistole complesse.
Credo che qualsiasi tipo di dolore anale persistente o ricorrente sia meritevole di controllo clinico e bisognerebbe innanzitutto evitare l’automedicazione. Prima va fatta la visita proctologica (visita di chirurgia proctologica e perineale) e poi le indagini strumentali aiutano a perfezionare la diagnosi.

Grazie alle nuove tecniche e strumentazioni che permettono una diagnosi esatta delle patologie si possono eseguire interventi chirurgici sempre più precisi.
Mentre in altre branche è un problema tecnico, nella Proctologia è fondamentale il corretto inquadramento della patologia per capire esattamente quale intervento eseguire perché ci sono moltissimi interventi a seconda del tipo di paziente o della patologia che presenta. Per questo è fondamentale conoscere le problematiche e avere il know-how strumentale e tecnico per affrontarle. La maggiore soddisfazione per me è collaborare con colleghi nel risolvere casi particolarmente difficili: una particolare soddisfazione perché è un riconoscimento che viene dai propri colleghi.

In che modo si differenzia la chirurgia proctologica e perineale di anni fa rispetto a quella di oggi e in che modo è cambiato l’approccio vista l’attuale grande richiesta di prestazioni di alto livello?

Oggi c’è una maggiore richiesta da parte dei pazienti di trattamenti di alto livello e da parte dei medici la ricerca di interventi sempre meno invasivi e sempre più conservativi dell’anatomia. Questo ha portato a ridurre quella che una volta era la paura di recarsi a farsi vedere per questo particolare tipo di problematiche e a cercare di risolvere le problematiche che hanno in ogni caso un forte impatto sulla qualità della vita. Molto in questo senso si deve al grande contributo dato dal Dottor Antonio Longo che, promuovendo le nuove tecniche per prolasso emorroidario e defecazione ostruita, ha portato a far sì che oggi fossimo i leader nel trattamento di questo tipo di patologie del pavimento pelvico.

Quant'è importante la prevenzione per questo tipo di patologie?

L’attività sportiva può aiutare molto, sia a regolarizzare l’intestino che a rinforzare e rilassare il pavimento pelvico. Anche l’alimentazione corretta può essere d’aiuto anche se, a parte alimenti particolari come alcolici, fritti e caffè, che possono dare disturbi a livello perianale, in realtà la reazione a molti cibi è molto soggettiva. Fondamentale è però lasciare il comando dell’attività intestinale all’intestino stesso e non voler comandare su di esso. La negazione dello stimolo o la “creazione” dello stimolo funzionale alle necessità personali sono la causa della maggior parte delle disfunzioni intestinali.

 



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